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Wednesday, September 08, 2010
Contrada della Cerva - Gruppo Musici e Sbandieratori F.I.SB.

La giostra del coraggio

La giostra del coraggio

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La "Giostra del Coraggio" risale all'epoca medievale (circa 1200-1250 d.c.).

Costruita appositamente per dimostrare i coraggio dei cavalieri, che nelle occasioni speciali si riunivano in grandi tornei cavallereschi. Si trattava di un percorso accidentato (ad ostacoli) in cui i concorrenti dovevano passare tra spade pendenti o viceversa che uscivano dal sottosuolo, oppure palle di ferro appuntite che ruotavano e spazzavano il cavaliere a terra. Prima di iniziare il percorso i concorrenti indossavano una speciale armatura per proteggersi dai colpi loro inferti. I cavalieri che riuscivano a completare il percorso senza essere sbalzati a terra, venivano premiati dal Re con il bacio della Principessa e con donazioni di feudi o castelli. Naturalmente il percorso era così insidioso che difficilmente qualcuno era in grado di completarlo, ecco anche il motivo di premi così pregiati. Questi tornei si facevano spesso per distogliere il popolo da repressioni e sofferenze che all'epoca regnavano. Altre giostre meno pericolose e difficoltose venivano messe in piazza per il divertimento dei popolani, naturalmente i premi erano minori.


Il trabucco

Il trabucco (o trabocco) è una macchina d'assedio di grandissime dimensioni. Può essere considerato una sorta di catapulta, limitata però dalle sue dimensioni e dalla posizione fissa. Inoltre rinuncia alla propulsione elastica del proietto per utilizzare invece il principio della leva; si tratta infatti di un'applicazione pratica del principio della leva svantaggiosa di primo genere. Utilizzato esclusivamente negli assedi, era la più grande arma a tiro indiretto a disposizione degli eserciti medioevali.


Cenni storici
Si pensa che il trabucco sia stato inventato in Europa nel XI-XII secolo. Durante le Crociate questa macchina da lancio fu adottata anche dagli islamici, i quali di norma prima si avvalevano invece dei mangani. In Oriente il trabucco fu a lungo sconosciuto, anche da parte degli stessi cinesi. Difatti nel lungo assedio di Xiangyang, dal 1267 al 1273, gli eserciti mongoli, che si avvalevano di ingegneri e addetti cinesi per la costruzione e l'utilizzo delle macchine d'assedio, non riuscendo ad abbattere le possenti mura della città convocarono da Abagha, Ilkhan (Persia) gli esperti iracheni Ismail e Al al-Din, che costruirono appunto dei trabucchi, macchine mai viste allora in Oriente sia per gittata che per peso dei proietti lanciati. Le mura furono abbattute e la città conquistata. Alcuni trabucchi, come quelli dei Veneziani, potevano lanciare palle di pietra pesanti anche 15 quintali. Uno degli episodi più clamorosi fu quello dell'assedio dell'avamposto genovese a Kaffa, nel Mar Nero, avvenuto nel 1345 durante il quale una terribile epidemia bubbonica si scatenò tra i soldati mongoli assedianti, i quali però lanciarono i cadaveri dei loro uomini all'interno delle mura prima di scappare e da lì i genovesi diffusero il flagello in tutti i porti del Mediterraneo.dompalio-2009-9
L'ultimo avvenimento storico in cui venga narrato l'utilizzo del trabucco risale al 1521, nell'ambito dell'assedio alla odierna Città del Messico, allora Tenochtitlán. Cortes vista la mancanza di una sufficiente riserva di munizioni fece costruire un trabucco, che si rivelò però imperfetto, dato che il
primo lancio ricadde in verticale sulla macchina, distruggendola.[1]
Principio costruttivo e di funzionamento
È costituito da un enorme braccio di legno posto in posizione molto elevata, su di una struttura di sostegno abbastanza grande e robusta da sostenere lo sforzo e la tensione a cui la macchina viene sottoposta durante il suo impiego. Il braccio, ottenuto con lo sfrondamento un tronco d'albero diritto, è montato asimmetricamete su un perno orizzontale nel punto in cui incontra le struttura di sostegno (il fulcro), in maniera tale che il braccio potenza della leva, ovvero l'estremità più robusta e pesante si trovi a poca distanza dal perno, mentre la parte che termina con la cima dell'albero, cioè il braccio resistenza sia molto più lunga. All'estremità più breve veniva imperniato un cassone o un grande cesto, riempito di macigni o altro materiale abbastanza pesante da fungere da contrappeso.
All'altra estremità del braccio è appeso un gancio a cui è fissata una specie di grossa fionda, all'interno della quale è posto il proiettile. Durante la fase di ricarica, l'estremità più sottile dell'asta viene abbassata con l'ausilio di argani e ancorata ad un gancio collegato ad una leva di rilascio. Al momento stabilito, viene azionata la leva di rilascio e l'effetto del contrappeso scaglia il proiettile.
dompalio-2009-1Questa eccezionale macchina d'assedio poteva scagliare pesantissimi macigni fino alla considerevole distanza di 300 metri. Le munizioni utilizzate erano varie: si poteva far uso di pietre levigate, ma anche di semplici massi del peso di alcune centinaia di kg o munizioni incendiare imbevute di olio. Per incrinare il morale degli assediati, si ricorreva alla macabra pratica del lancio delle teste di soldati morti, o venivano lanciate carcasse infette di animali allo scopo di creare epidemie, quindi innescando scenari molto prossime a quelli di una guerra batteriologica.
Pur essendo l'arma di "artiglieria" medievale più potente dell'epoca, i suoi unici difetti erano la scarsità di precisione e la bassa cadenza del tiro, compensati però dall'enorme potenziale distruttivo che permetteva, nel giro di poche ore, di distruggere perfino una piccola fortezza.
Le dimensioni, la grande quantità di manodopera richiesta per l'utilizzo, la difficoltà d'impiego ed il costo, tuttavia, limitarono relativamente la diffusione di quest'arma ossidionale. Solo grandi eserciti poterono mettere in campo negli assedi più impegnativi, 10, 20 e persino 35 trabucchi. Questo dato sarebbe confermato anche dal fatto che alle più grandi e potenti di queste macchine venisse dato un nome proprio (come successe, in seguito, ai grandi pezzi d'artiglieria della Grande Guerra).
Sebbene micidiali contro le mura, i trabucchi furono usati soprattutto per colpire le strutture all'interno delle fortificazioni che, come i granai, i pozzi e le cisterne, erano d'importanza strategica. La distruzione delle scorte, infatti, spesso significava la resa immediata degli assediati.
L'utilizzo del trabucco alterò anche le strategie difensive; difatti si rafforzarono le mura e talvolta furono progettate grossi torri sulla cui cima venivano installati trabucchi aventi lo scopo di impedire agli assaltatori di raggiungere una distanza utile per il tiro.
È probabile che l'invenzione e lo sviluppo del trabucco possa avere svolto un ruolo importante nello sviluppo delle scienze fisiche medioevali, basti pensare alle opere di Giordano Nemorario (XIII secolo)
riguardanti la gravità posizionale e il comportamento di una massa in sospensione.

 

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