- Contrada del Gato – Colori : Bianco / Nero
Dentro la cinta muraria del Castello c’erano le abitazioni dei cittadini e la Chiesa, detta allora “Cappella” con accanto il Cimitero, attualmente il Sagrato. La Piazza, più piccola dell’attuale, costituiva il “Campo Marzio”. In coerenza con il carattere militare del Castello, erano anche le contrade adiacenti: la Contrada del Gatto, nella quale esisteva il deposito della macchina da guerra detta appunto il “gatto”, una specie di ariete e copertura anche con elementi avanzati a cannocchiale scorrenti su rulli: la Contrada Ca’ Matta, di fronte alla Rocca, nella quale vi era la casamatta, ossia la costruzione per la difesa, con il quartiere dei soldati e i magazzini; La Contrada della Dirodella, che costeggiava il luogo dove anticamente correva la muraglia che cingeva il paese. Col suo nome ricorda il percorso che facevano i soldati di ronda, ossia in servizio di guardia, di ispezione. Queste contrade formavano il nucleo principale degli abitanti dentro le mura e ancor oggi sono quelle che definiscono meglio la struttura antica di Noale, anche se ha subito naturalmente diverse alterazioni, perché il Castello di Noale fu teatro diretto di antagonismi accesi tra le signorie di Treviso, Padova e Venezia. La Rocca fu sempre ben provveduta con armi e munizioni e vi venivano fatte “bellissime feste e piacevolissimi giochi”. La difesa dell Rocca e del Castello poteva contare su vari ostacoli, la fossa maggiore, gli Spalti, l’argine esterno del Marzenego, vero e proprio vallo.
- Contrada Borgo San Giovanni (Briana) – Colori : Blu con bande Rosse
I tempesta esercitavano tutti i diritti che derivavano loro dall’Avogaria del Vescovo di Treviso sul distretto noalese. Nel 1329 Cangrande della Scala concedeva a Guecello Tempesta e ai suoi eredi in perpetuo il suo Castello di Noale e gli riconosceva anche autorità sopra le Ville e Regole già soggette al Castello, tra cui appunto la Regola Titolata di Briana. Questo Borgo perciò, come tutto il territorio, rimase sempre legato alle sorti di Noale e alle varie dominazioni che si susseguirono. Nel 1350 non era ancora parrocchia, in quanto dipendeva da Zeminiana, ma gli abitanti volevano Chiesa e Parroco: di qui contese, con gli interventi della famiglia Angeli Comneno e del Vescovo di Treviso. Comunque per il resto Briana continuò ad essere un borgo dipendente da Noale, sia con la Signoria dei Tempesta, sia con quella della Serenissima Repubblica di Venezia.
- Contrada Borgo San Giorgio – Colori : Rosso / Nero
I Borghi sorgevano all’esterno del Castello e vi abitavo i non addetti alle colture dei campi. Borghi che a Noale presero a svilupparsi gia durante al Signoria dei Tempesta, che fondarono anche un ospedale, la Chiesa e il Convento dedicati a San Giorgio. L’ospedale e l Chiesa erano disposti in modo da chiudere in parte, sulla sinistra, la Piazza detta allora Borgo o Campardo, che col tempo prese il nome di Piazza Maggiore (oggi piazza XX settembre). Così il paese andò via via sviluppandosi fuori della cinta muraria, dove venne costruita in seguito ad una fabbrica di polvere da sparo, detta il Tezzon, a levante della quale si stendeva il Prato della Ziralda, ossia la piazza d’Armi per le esercitazioni dei soldati. I Borghi si dipartivano dal crocicchio detto comunemente “Quattro Strade”: Borgo Treviso, Borgo verso Mestre, Borgo verso Padova, Borgo della Bassata verso Camposampiero. Il Borgo San Giorgio (ora Largo San Giorgio) si era ampliato e arricchito della Chiesa, dell’antico Campardo e dell’ospedale di Santa Maria dei Battuti, fondato, diretti ed amministrato dalla scuola dei Battuti, comparsa a Noale poco dopo il 1261: una Confraternita che per circa cinque secoli e mezzo ebbe tanta importanza nella vita religiosa e civile di Noale. Quando poi fu demolita l’antica cerchia della mura, i Borghi si trovarono praticamente uniti al Castello; crebbe la popolazione e i Borghi cominciarono a svilupparsi in maniera più decisa, nonostante le guerre e le scorrerie, sia durante la Signoria dei Tempesta, sia durante il dominio veneto, quando Noale, divenuto podesteria, si ampliò soprattutto fuori della cinta muraria, occupando un territorio piuttosto vasto, che dimostra l’importanza raggiunta dal paese.
- Contrada Borgo Sant’Urbano (Moniego) – Colori : Bianco / Azzurro
Il territorio del Castello di Noale, ristretto nel 1339 a Briana, si allargò a Moniego e Cappelletta, con piena giurisdizione. Ma la storia di Moniego, occupato anche dai Carraresi e poi passato come Noale sotto il dominio veneto, è legato soprattutto a quella di Aquileia e dei suoi Patriarchi. Infatti Moniego, divenuto Pieve da loro dipendente, ebbe la Chiesa soggetta ai Patriarchi di Aquileia, non al Vescovo di Treviso. Tuttavia il piccolo Borgo sorto nel territorio gravitava necessariamente intorno a Noale per le varie occasioni di feste, mercato e affari, a mano a mano che la popolazione cresceva. E di Noale seguì e subì le vicende, nel bene e nel male, sia con i Tempesta, sia con la Podesteria della Repubblica di Venezia.
- Contrada Borgo della Bastia – Colori : Verde con bande Rosse
Le bastie erano spiazzi quadrangolari di terreno circondato da un fosso di acqua e da un terrapieno allo scopo di fortificare il Castello. Infatti la zona denominata ancora oggi “Bastia” era un caposaldo fuori le mura, con caratteristiche fortilizie semipermanenti, formate da strutture leggere, con terrapieno e fossa e con opere di legname o muratura e terra. A mano a mano che Castello e Rocca persero di importanza, anche la Bastia subì una graduale trasformazione, divenendo un luogo quasi abbandonato, con intorno poche misere casette a ridosso dell’ospedale, del convento e della Chiesa di San Giorgio, poi demoliti, del cimitero del luogo e della Piazza Maggiore o Campardo, dove si estese, dal 1523, il mercato del giovedì, che prima si teneva nella piazzetta del Grano fino al Ponte delle Beccarie. Qui convenivano dai Borghi e dalle campagne circostanti contadini e mercanti di bestiame che animavano il centro cittadino. Con e ricorrenze religiose e le sagre, il mercato era una delle occasioni più importanti di incontro e di aggregazione per la gente che abitava fuori della cinta muraria. Come del resto erano prima i tornei, le giostre e il Palio indetto a Noale dai Tempesta.
- Contrada Borgo del Drago - Colori: Giallo / Verde
Nel 1339, al tempo del palio di Meladugio Tempesta, Cappelletta era un piccolo villaggio dotato di una chiesetta intitolata a S. Margherita di Antiochia, come ricorda un antico documento del 1185, ed era retta da un presbiter. La Contrada del Drago si identifica con l’antico villaggio della Capelleta, meglio conosciuta come la “Regola de S. Margarita de la Capelleta” dipendente dalla Pieve di Trebaseleghe e posta sotto la Signoria dei Tempesta di Noale. Il contrassegno del drago raffigurato sullo scudo è legato ad un’antica leggenda che narra come il percorso del fiume Dragonziolo, che attraversa il territorio di Cappelletta, sia stato tracciato dal “ghiribizzo” di un drago.